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Il Diritto nei Paesi dell'Unione europea

Accesso alla cittadinanza, durata dei processi e sovraffollamento delle carceri: tra leggi e carenze, ecco come siamo messi in Europa

Alberto Pizzoli - AFP - Getty Images

Giustizia e dignità

di Floriana Bulfon

In Italia, Slovacchia e Malta un processo civile dura in media più di 500 giorni

Sono 532 i giorni di durata media nel primo grado di giudizio per un processo civile, 984 per quello amministrativo, 386 per il penale e una percezione dell'indipendenza dei giudici valutata come molto scarsa dal 25 per cento del campione e come ragionevolmente scarsa da un altro 36 per cento. È l’Italia dei processi, tra tempi irragionevoli e prescrizioni, in cui ad avvantaggiarsi sono spesso i colpevoli. A farci compagnia, in base ai dati del 2014 elaborati dal Council of Europe Commission for the Evaluation of the Efficiency of Justice (CEPEJ), Cipro dove il processo penale ha una durata media nel primo grado di giudizio di 246 giorni, quello amministrativo di 1.775 e Malta con 536 giorni per risolvere una controversia in primo grado in civile, 306 in penale e ben 1.408 per una causa amministrativa.

Nulla a che vedere con la Germania dove sono sufficienti 192 giorni per una causa civile e 111 per una penale. Il 54 per cento dei tedeschi, in base alla ricerca di Eurobarometro, valuta del resto la percezione dell'indipendenza dei giudici come ragionevolmente buona e un 15 per cento come molto buona.

Durata dei processi

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Fonte: Council of Europe Commission for the Evaluation of the Efficiency of Justice (CEPEJ), 2014 (dati basati sul primo grado di giudizio)
Le carceri di 7 Paesi su 28 hanno più detenuti di quanti ne possono contenere

Giustizia significa anche esecuzione della pena, ma salvaguardando la dignità della persona. Sovraffollamento, mancanza di letti e di diritti, detenuti che si suicidano. La fotografia delle carceri d’Europa immortala contesti molto diversi. Nei Paesi Bassi il numero dei reclusi è talmente inferiore rispetto alla capienza massima che il governo ha deciso di chiudere alcune delle 77 carceri che si contano nello Stato, in Svezia nella maggior parte degli istituti vige la regola delle porte aperte e la presenza dei detenuti è in costante diminuzione.

Nulla a che vedere con l’Ungheria dove 18.208 detenuti sono distribuiti in soli 33 istituti che hanno una capienza di 13.771 posti. Quello del sovraffollamento è un problema che affligge da sempre il nostro sistema penitenziario, ma la situazione è migliorata. Peggio di noi la Francia con dati quasi raddoppiati negli ultimi dieci anni, il Regno Unito dove uno dei problemi più sentiti è quello dei suicidi e poi Belgio, Cipro, Portogallo.

Sovraffollamento carcerario

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Fonte: Consiglio Europeo
La Francia è la capofila sul fronte dello Ius Soli: Parigi ha una legge che lo prevede dal 1515

La dignità della persona è un valore per la giustizia ed essere cittadini europei significa essere titolari di diritti e doveri finalizzati al vivere insieme. Si acquisisce lo status di cittadini per diritto di sangue o per nascita. Nel Vecchio Continente non vi è però una legislazione univoca e ognuno fa da sé, temperando un principio con l’altro. In Italia per diventare cittadini bisogna risiederci ininterrottamente dalla nascita fino al 18esimo compleanno: una norma che esclude la maggioranza degli stranieri. La procedura di naturalizzazione è discrezionale e dipende anche dal reddito del nucleo familiare. Per rimuovere molte discriminazioni, che riguardano un milione di persone, alla Camera è stata approvata una legge sulla cittadinanza, ma ora s’è arenata al Senato. È ferma lì da quasi 500 giorni. In Europa si passa dalla legislazione restrittiva di paesi come Cipro in cui non ci sono possibilità di diventare cittadini attraverso lo ius soli o la Lituania dove le restrizioni valgono anche per i bambini nati orfani sul territorio, alla Germania in cui lo ius soli è riconosciuto per le seconde e terze generazioni in base ad alcuni requisiti dei genitori, fino all’inclusione totale per le seconde generazioni della Francia.

Accesso alla cittadinanza

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Fonte: Elaborazione Espresso, dividendo in una scala a tre l'indice di Eudo Citinzeship Observatory (2016)

Rapporto tra occupazione e popolazione straniera