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Uno, nessuno, centomila

Simon è il migrante numero 100.000 sbarcato quest’anno in Italia. È arrivato con la moglie Peace e la piccola Miracle, nata mezz’ora dopo il soccorso il mare. Ecco la loro storia

di ALESSANDRA ZINITI e VISUAL LAB

Simon, nell’hotspot di Pozzallo, mostra sorridendo la foto della piccola che ha potuto tenere in braccio solo per un minuto e chiede preoccupato: “È mia figlia, ma non ho documenti per dimostrare che lei è mia moglie, in Libia mi hanno portato via tutto anche l’anello del matrimonio “. Peace, ormai in piedi nel reparto di ostetricia dell’ospedale Civico di Palermo, non ha l’aria di quella che si sente al sicuro: “Quando mi danno la bambina?”, “Quanto ci terranno ancora qui? E dopo dove andremo?”. Un piano sotto, in un’incubatrice dell’unità terapia intensiva neonatale, Miracle strilla e agita i pugnetti e i piedini: “Considerate le condizioni in cui è nata e le difficoltà respiratorie che ha subito accusato, direi che sta abbastanza bene, ma dovrà restare con noi ancora un po’”, dice Marcello Vitaliti, il primario del reparto che ha accolto con grande affetto la minuscola migrante nata mercoledi sul ponte della nave della Ong spagnola Open Arms e portata d’urgenza a Palermo con l’elisoccorso insieme alla mamma.

La piccola Miracle

La piccola Miracle, la figlia del migrante 100.000 approdato sulle nostre coste

Miracle, l’hanno chiamata così perché la sua nascita, avvenuta mezz’ora dopo il soccorso in mare, è sembrato proprio un miracolo a questa giovanissima coppia del Ghana arrivata in Italia dopo tre mesi di inferno in un centro di detenzione in Libia. Simon Oppong, 25 anni, artigiano del cuoio del Ghana, non sa di essere il migrante numero 100.000 sbarcato venerdi in Italia, a Pozzallo. È lui e la sua famiglia che, come simbolo dei 100.003 approdati nel 2017, Repubblica ha deciso di seguire, per raccontare quella che è stata la loro storia fino ad ora ma anche quello che sarà il loro futuro in Europa nei prossimi mesi.

E la piccolissima Miracle è davvero un inestimabile biglietto vincente nella lotteria della vita di Simon e Peace perché la sua nascita consentirà adesso a questa famiglia di poter presentare una richiesta d’asilo che, invece, di solito non è permessa a chi proviene dal Ghana, considerato migrante economico. Nell’hotspot di Pozzallo, a Marco Rotunno, rappresentante dell’Unhcr, che glielo spiega, Simon dice semplicemente: “Nel nostro paese non si vive bene. Io e Peace siamo partiti per andare in Libia a cercare lavoro, abbiamo vissuto a Tripoli un anno e tre mesi. Se avessi saputo prima quello che ci aspettava non sarei mai partito, abbiamo sempre vissuto nel terrore, io mi arrangiavo facendo qualsiasi tipo di lavoro, Peace faceva treccine ai capelli. Abbiamo cercato la protezione dei nostri vicini di casa libici, Peace non è mai uscita da casa sola, troppo pericoloso. Poi, quando lei è rimasta incinta abbiamo deciso di partire. Non potevo far nascere mia figlia in Libia”.

La piccola Miracle con la madre Peace

La piccola Miracle con la madre Peace subito dopo il parto

È stato così che a maggio, Simon e Peace hanno raccolto tutto il poco che avevano messo da parte e hanno cercato il contatto giusto. “Ho pagato 3.000 dollari libici, ci hanno fatto salire su un bus e ci hanno bendato. Ci hanno portato in un centro e ci hanno rinchiusi lì tre mesi. E’ stato terribile. Per paura che ci facessero qualcosa, mi comportavo sempre come pretendevano loro, occhi bassi, mai una risposta, obbediente su tutto. Dovevo salvare la vita mia e di mia moglie e della bambina che doveva nascere. Peace non la lasciavo mai”. Se e cosa hanno dovuto subire in quei tre mesi di prigionia, Simon non vuole dirlo. “Ho visto di tutto…”, e cambia argomento. Peace non risponde neanche se le si parla di Libia. “Dov’è Simon? Dov’è? Fatelo venire qui”, sussurra guardandosi attorno nel corridoio dell’ospedale quasi che i pericoli attorno a lei non fossero finiti.

Simon, la moglie Peace e la figlia Miracle

Simon, il migrante 100.000 con la moglie Peace e la figlia Miracle, nata sulla nave dell'ONG spagnola Open Arms - Foto di Francisco Gentico

“Posso dire solo che ero pronto ad uccidere per difendere mia moglie, in prigione ma anche dopo sul gommone quando siamo partiti”. Dieci ore da incubo quelle che i due giovani ghanesi hanno trascorso pigiati tra i 117 salvati poi dalla Open Arms in acque internazionali di fronte alle coste di Al Khums, a nord est di Tripoli. “Eravamo talmente tanti che quelli al centro dovevano stare in piedi nel gommone. Io stavo davanti a Peace, per proteggere il suo pancione e ho dovuto lottare per non farla calpestare da tutta quella gente. Poi abbiamo visto la nave e quando ci hanno portato su dopo mezz’ora è nata la bambina”.

Miracle ha visto la luce sul ponte di coperta principale della Open Arms. “Peace – ricorda emozionato Fernando Alvarez Busca, uno dei volontari della Ong spagnola – è entrata in travaglio mentre stavamo cominciando a imbarcare i migranti soccorsi nel secondo gommone della giornata. Quando il medico ha informato il capitano Andreu che una donna stava per partorire, la piccola già aveva la testa fuori. Poi il parto si è complicato. Pochi minuti dopo la neonata ha avuto problemi cardiorespiratori, la nostra equipe medica l’ha rianimata e nel pomeriggio, madre e figlia sono state trasferite prima sulla nave militare italiana Zefiro e da lì a Palermo”.

Simon: è lui il migrante 100.000

Simon: è lui il migrante 100.000 arrivato sulle nostre coste

Simon avrebbe voluto andare con loro, ma non gli è stato permesso. Mentre Peace e Miracle si allontanavano ha chiesto: “Mia figlia avrà la nazionalità spagnola? Chi mi può aiutare ora tranne Dio? Voglio solo andare in Italia per trovare mia moglie e mia figlia e un futuro. Farò qualsiasi lavoro”.

Ora, nell’hotspot di Pozzallo, non chiede altro che di potersi riunire alla sua famiglia.



Gli arrivi da inizio anno

gennaio: 4,369 Gennaio 4369 febbraio: 9,070 Febbraio 9070 marzo: 10,853 Marzo 10853 aprile: 12,920 Aprile 12920 maggio: 23,016 Maggio 23016 giugno: 23,524 Giugno 23016 luglio: 11,461 Luglio 11461 agosto: 3,914 Agosto 3914 settembre: 1,056 Settembre 1056

Il racconto social

Il migrante 100.000

La storia di Simon, Peace e della piccola Miracle sul nostro canale Instagram

Miracle, la figlia del migrante numero 100mila

La bambina, originaria del Ghana, è nata sulla nave dell'ONG spagnola Open Arms nel corso di un'operazione di soccorso

Mappe in collaborazione con ESRI ITALIA