Morte sul treno dei pendolari

Ore 6.57: un treno delle ferrovie Trenord deraglia a Seggiano di Pioltello, alle porte di Milano. Era partito da Cremona alle 5.32, sarebbe dovuto arrivare alla stazione di Porta Garibaldi alle 7.24. A bordo, trecentocinquanta pendolari

“Ero sul treno, stavo guardando il cellulare, a un certo punto ho sentito uno sferragliamento: pezzi di vetro dappertutto, ci venivano addosso scintille. Però per fortuna io non ho avuto niente”.
“Un boato, come se qualcuno buttasse dei sassi vicino ai vetri, poi si sono spente le luci e il treno si è fermato”

Il convoglio – si tratta del regionale 10452 – è composto da motrice e cinque vagoni. Secondo una prima ricostruzione di Rfi (Rete ferroviaria italiana), tre carrozze percorrono più di due chilometri fuori dalle rotaie, ma il treno continua a viaggiare a 140 km/h finché uno dei vagoni centrali fuori asse impatta contro un palo della trazione elettrica e si accartoccia

“Siamo usciti tra una carrozza e l’altra. Una carrozza si è staccata e quindi era aperta. Era la carrozza deragliata e completamente piegata

“Io sono riuscito a uscire da un finestrino rotto – ha dichiarato un passeggero all’Ansa – e fuori c’era gente che si lamentava, che chiedeva aiuto. Sono stato fortunato, ho solo qualche botta”

I soccorsi, stando alle testimonianze, arrivano all’incirca trenta minuti dopo il disastro

“Ho sentito le prime sirene dopo venti minuti, ma essendo in mezzo alla campagna credo che abbiano fatto fatica a raggiungerci”

Muoiono tre donne. Giuseppina Pirri, 39 anni, era nata a Cernusco sul Naviglio. Pierangela Tadini (51 anni) e Ida Maddalena Milanesi (62) erano invece di Caravaggio, in provincia di Bergamo. Pierangela risiedeva a Vanzago, era in viaggio con la figlia diciottenne, rimasta ferita. Ida lavorava come dirigente medico dello staff di radioterapia all’Istituto Besta di Milano.

I feriti sono quarantasei, di cui cinque in gravi condizioni.

“Mia figlia era al telefono con mia moglie – racconta all’Ansa il padre di Giuseppina Pirri – e le ha detto che il treno era deragliato. Mia moglie le ha risposto ‘scappa!’ ma poi c’è stato solo il silenzio”. Giuseppina viveva con i genitori, lavorava in una società di recupero crediti di Sesto San Giovanni, ogni mattina arrivava da Capralba, vicino a Cremona

“C'è stato un incidente, sono pieno di sangue". Gian Lenebev Victoria chiama i genitori da un vagone. Ha 18 anni, origini filippine, è partito da Chiari (Brescia) per andare al liceo informatico della zona San Siro. I suoi corrono a cercarlo nel prato vicino alla recinzione di Seggiano, diventato il quartier generale dei soccorsi

Rfi parla di un cedimento strutturale. Gli investigatori sequestrano un frammento di binario lungo 23 centimetri, un pezzo che si è staccato dalla rotaia su cui viaggiava il treno, a 2,3 chilometri dal luogo del disastro

Sulla tragedia indaga la procura di Milano con il pm Tiziana Siciliano (magistrata che nel processo a Marco Cappato per il caso Dj Fabo si è rifiutata di rappresentare la pubblica accusa). Aperto un fascicolo per disastro ferroviario colposo

“Ho frenato quando ormai era troppo tardi”. Lo spiega il macchinista del convoglio ai Vigili del Fuoco. L’uomo dice di aver sentito una forte vibrazione e di aver poi azionato il sistema di freno. Ma non c’è stato nulla da fare