TerraProject racconta la scuola di Amatrice

La scuola di Amatrice

È stata costruita in tredici giorni, sinceramente un primato. La Protezione civile del Trentino ha solettato un prato sopra la Città (devastata) di Amatrice e ha trasformato i primi ventidue container, portati qui da Trento, in aule. Poi sono arrivati i tablet, si sono appese le cartine geografiche. La nuova Romolo Capranica è stata inaugurata il 13 settembre 2016 dall’allora ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, dopo che il provveditorato di Rieti aveva assegnato quaranta insegnanti. La vecchia scuola Capranica di Amatrice, un chilometro e mezzo a valle, si era seduta sui piloni che esplodevano alle 3 e 36 del 24 agosto. Il primo anno scolastico del nuovo istituto omnicomprensivo è andato via tra molte gite e l’elaborazione della paura e del lutto (ci sono otto alberi di melo piantati in giardino per ricordare gli otto studenti morti nelle case di Amatrice). Per la stagione, 2017-2018, partirà il liceo sportivo e si attendono 260 iscritti. Molti ragazzi torneranno dall’Adriatico, dove sono stati ospitati, da Roma. Forse la nuova scuola di Amatrice sarà smontata e rifatta – tutta in legno e vetro questa volta – sul pianoro più in alto. Servirà, almeno, per i prossimi dieci anni.

Ecco gli articoli usciti su Repubblica a firma di Corrado Zunino

Fotografie di TERRAPROJECT

Photo Editor Giulia Ticozzi

Realizzazione Visual Lab

L'intervista

12 settembre 2016

Amatrice in classe

Ci sono centosessanta iscritti alla nuova scuola Romolo Capranica di Amatrice, che i falegnami della Valsugana stanno dipingendo di rosso, di bianco, di giallo, di blu. Un colore per container, ventidue container in tutto. La vecchia scuola, millecinquecento metri più in basso, è crollata a quelle 3 e 36. Diciannove giorni fa. Si è seduta, sui piloni che esplodevano, l’ala degli uffici della presidenza, delle segreterie, le tre sezioni della scuola d’infanzia. Si sono lesionate, in maniera irrimediabile, le cinque aule delle elementari, le nove delle medie e anche le superiori. Ora quell’istituto omnicomprensivo è stato spostato, insieme al suo nome, a monte, in frazione Villa San Cipriano. In attesa di radere al suolo il monumento di Amatrice più conosciuto al mondo: la scuola antisismica ai limiti del centro storico che non ha retto i sei gradi della scala Richter.
La nuova scuola omnicomprensiva di Amatrice sarà inaugurata dalla ministra Stefania Giannini. Banchi, sedie e lavagne sono arrivate dalla Provincia di Trento, così come i container ora colorati: prima servivano la facoltà di Ingegneria di Trento. Le piante ornamentali sono state donate da quell’area, i tablet da una scuola di Tuscania. Campo Trento, d’altronde, è ribattezzata l’area che ospita la nuova scuola costruita in undici giorni. Dentro ci sono centoventi ingegneri, architetti, geometri, geologi, operai, vigili del fuoco, forestali, cuochi (tutti trentini), ora pagati ora volontari. Hanno fatto il miracolo. Tre insegnanti sono salite dalla Sicilia e dalla Campania e hanno trovato casa a Rieti, nella vicina Antrodoco. Sono state già istruite dagli psicologi su come dovranno parlare ai ragazzi di crolli e di morte. Il primo mese saranno gli studenti, con il progetto “Assalto ai giornalisti”, a raccontare cos’è successo quella notte. E cosa significa oggi.
«Da dieci giorni non dormo», racconta Maria Rita Pitoni, 56 anni, crocerossina a Baghdad e nel Kosovo, ora preside reggente ad Amatrice (non lascerà l’istituto di Rieti). Voleva rifiutare l’offerta del provveditore, ma poi ha visto scorrere le bare nell’hangar dell’aeroporto di Rieti «e ho sentito quei morti un po’ della mia famiglia». Ha già fatto quattro sopralluoghi a Villa San Cipriano, ha parlato con il sindaco, le hanno assicurato che il servizio navette preleverà tutti i ragazzi da tutte le tendopoli la mattina alle 7,30 e che martedì e mercoledì si potrà avere la mensa per le primarie e così garantire il tempo pieno. «Questa non sarà solo una scuola speciale», dice la dirigente scolastica, «sarà una scuola d’eccellenza».

Cantiere della nuova scuola Romolo Capranica a San Cipriano, frazione distante un chilometro da Amatrice.

Cantiere della nuova scuola Romolo Capranica a San Cipriano, frazione distante un chilometro da Amatrice.

Cantiere della nuova scuola Romolo Capranica a San Cipriano, frazione distante un chilometro da Amatrice.

Dalla sinistra: Vanessa 14, Serena 8, Flaminia 16 e Alessia Bakaj, sorelle che andranno il prossimo 13 settembre alla nuona scuola Romolo Capranica.

Cantiere della nuova scuola Romolo Capranica.

Cantiere della nuova scuola Romolo Capranica.

Cantiere della nuova scuola Romolo Capranica.

Maria Rita Pitoni preside della nuona scuola Romolo Capranica di Amatrice.

La vecchia scuola Romolo Capranica collassata durante il terremoto.

Cantiere della nuova scuola Romolo Capranica.

Inaugurazione della Scuola Romolo Capranica di Amatrice.

La ricreazione della scuola elementare con i giochi forniti da "Ludobus".

Scuola temporanea per i ragazzi del liceo di Amatrice nel palazzetto sportivo di Amatrice

Scuola Superiore Romolo Capranica ospitata nel palazzetto dello sport di Amatrice

Una pittura realizzata dai ragazzi della scuola elementare Romolo Capranica.

Ragazzi della scuola media della scuola Romolo Capranica durante la lezione di disegno

23 settembre 2016

La scuola “lavori da finire alunni al mare fuori stagione”

Sono andati al mare. Quasi tutti. Quelli dell’infanzia li hanno mandati a casa — in tenda — per quattro giorni. Gli altri — elementari, medie e liceo — sono a Policoro, sulla costa di Matera, dove è ancora stagione di bagni. La nuova scuola Romolo Capranica di Amatrice (alta), già intitolata al Trentino — sono ingegneri e manovalanze di Trento, della Valsugana, di Primiero ad aver fatto il miracolo di costruirla in 14 giorni — ora è chiusa. Per rendere il miracolo totalmente abitabile, completare i 63 metri di tetto a spiovente, che è già iniziato a piovere e l’acqua ristagna, il cantiere ha riaperto. Si sono dati quattro giorni di libertà ai ragazzi più grandi per rifinire l’opera e liberarli dall’assedio delle telecamere e del ricordo. D’altro canto, le prime lezioni sono stati disegni e recitazioni insieme a pedagogisti, psicologici, clown, e quelli del liceo hanno realizzato l’inchiesta “Il terremoto lo raccontiamo noi”, controcanto di quel 24 agosto. Un’immersione piena nel passato e nelle paure di ieri.

Inaugurazione della Scuola Romolo Capranica di Amatrice.

Inaugurazione della Scuola Romolo Capranica di Amatrice.

Inaugurazione della Scuola Romolo Capranica di Amatrice.

Inaugurazione della Scuola Romolo Capranica di Amatrice.

Novembre 2016

Amatrice la scuola a colori

Neve sui picchi intorno. Qui si attende, 980 metri sul livello del mare, pioggia forte. Come sul resto d’Italia. A Villa San Cipriano, frazione di Amatrice, il liceo è stato inaugurato, a fianco della scuola Romolo Capranica, da dieci giorni, pluricolorato come il prefabbricato sull’altro lato. I ragazzi grandi, quelli dai quattordici ai diciannove anni, la prima settimana sono andati ancora una volta al mare. Nell’isola di Ventotene, dopo che i piccoli della Capranica avevano già trascorso sette giorni sulla costa di Matera. Ora sono tornati tutti e, forse, alle porte delle vacanze di Natale, l’anno scolastico — le lezioni frontali e i disegni alla lavagna, le spiegazioni e i compiti a casa, le interrogazioni e le verifiche — potrà iniziare. Dopo le scosse ripetute, i 235 morti e i soccorsi dei primi due mesi, dopo le seconde e terze scosse nell’altra vallata ma che qui hanno tirato giù tutto quello che, fragile e pericolante, era rimasto in piedi. Dopo i fotografi e le autorità, l’ultima, l’altro giorno, il presidente del Senato Pietro Grasso. Dopo i clown, gli psicologi e i pedagogisti, le auto-inchieste degli studenti e le sedute di gruppo per liberare i fantasmi (otto alunni non ci sono più), si può iniziare a fare scuola. Mentre gli operai — sempre loro, la Protezione civile di Trento — innestano gli ultimi split per l’aria calda e tappano le prime falle a tetto ché l’inaugurazione record — i 62 metri di moduli per materna-primaria-medie inferiori sono stati assemblati in quattordici giorni — qualche problema l’ha lasciato.

Alessio, 9 anni, fa i compiti nel camper. Nello sfondo il padre Alessandro e il fratello Daniele.

Un quaderno ritrovato sulle macerie di una casa a Cossito durante i lavori per sgomberare la strada dai detriti.

La classe della materna presso la scuola di Amatrice.

Sergio Giustiani, vittima del terremoto del 24 agosto.

Un bambino guarda un container abitativo in cui si trasferirà presto suo nonno.

Mattia e Davide fanno colazione con il padre nel tendone mensa della protezione civile di Sommati.

Alessio Del Beato in auto mentre va a scuola.

Il camper della famiglia Bonanni, con in primopiano Davide, nel campo di Sommati.

Alcuni bambini entrano nella scuola di Amatrice a San Cipriano, subito dopo la riapertura delle scuole dopo la chiusura imposta dal sindaco.

Una lezione di matematica con Alessandra Zelli nella IV elementare della scuola di Amatrice.

La ricreazione nella scuola di Amatrice.

La ricreazione nella scuola di Amatrice.

Gabriele Nibbi, 6 anni, fa i compiti con sua madre Gabriella.

Giochi nel campo autogestito di S. Angelo.

Gabriele Nibbi, 6 anni, a lezione di musica.

24 febbraio 2017

La scuola di Stefano

Ora è in montagna, Stefano, affonda i bastoncini nella neve e ci si appoggia con il corpo. È a Predazzo, in Trentino. Con la scuola. La quarta gita dell’anno. Il liceo scientifico, il suo liceo, è arrivato per ultimo nella spianata di San Cipriano, un chilometro sopra i resti del centro storico di Amatrice. A ridosso di Natale. Ma tutti, infanzia, elementari, medie della nuova scuola della nuova Amatrice, nei primi cinque mesi di lezioni hanno alternato settimane di studio a lunghe gite. «Aiuta a rilassarsi, non pensare», dice Stefano, 17 anni, che è al terzo scientifico, sezione A, l’unica che c’è. Stefano Rosati, fin qui sempre promosso. I ragazzi di Amatrice sono stati spesso in viaggio. Ventotene, la costa di Matera, poi le vacanze di Natale, il Terminillo, adesso le Dolomiti.
«Io resto ad Amatrice, c’è mio padre, c’è mia nonna, e generazioni prima di noi», ti dice, e ogni parola gli sembra sprecata.Stefano è bravo in Matematica e Storia, non gli piace l’italiano ed è portato a guidare tutti i tipi di trattori con i rimorchi. Scarica balle di fieno per le bestie. Lavora molto, Stefano. Studia, studia sul serio,e aiuta la famiglia che vive nella frazione di San Benedetto, sette chilometri dalla Torre Civica di Amatrice venuta giù alla seconda botta, il 20 ottobre. Hanno un’azienda edile, ma soprattutto l’azienda agricola su a Torrita, altra frazione. «Produciamo latte, lo vendiamo, anche se tutti gli spostamenti sono difficili». Una gita della scuola, ricorda, l’ha saltata: era venuta giù la vecchia stalla «e la mia famiglia aveva bisogno di me».
Stefano, lo studente lavoratore, è pronto a rientrare dal Trentino. Domenica a Torrita, dove la famiglia ha l’azienda agricola, riapre uno storico bar-ristorante, “Barcollo”, raso al suolo dai sismi in sequenza. È di nuovo in piedi, anche questo in legno. Amatrice aveva 2.632 residenti, anche di più i presenti la notte del terremoto. L’ultima conta autunnale ne certificava 920 nelle frazioni e in inverno sono scesi ancora. «La mia gente la conosco», dice Stefano, «uno dopo l’altro, pian piano, torneranno tutti».

Ragazzi della 3° classe del liceo scientifico di Amatrice durante un compito in classe di matematica.

Il pulmino porta Stefano a casa

Il letto di Stefano nel container nel quale dorme con la sua famiglia.

Stefano nei pressi di casa sua.

La stalla dei nonni è crollata ma Stefano aiuta comunque la famiglia nella mungitura e nel mantenimento dell'azienda.

La stalla dei nonni è crollata ma Stefano aiuta comunque la famiglia nella mungitura e nel mantenimento dell'azienda.

Ciò che rimane delle vecchie stalle dell'azienda agricola Santarelli.

Le classi III e IV del liceo scientifico di Amartrice.

Le classi III e IV del liceo scientifico di Amartrice.

Le classi III e IV del liceo scientifico di Amartrice.

Una lezione di Judo presso il centro polifunzionale di Save the Children, ad Amatrice.

Stefano Rosati, 17 anni, studente della III liceo di Amatrice.

La festa di Carnevale organizzata all'interno del tendone-mensa di Amatrice

25 maggio 2017

W LA SCUOLA (anche nel container)

La preside Pitoni dice che la stagione si sta chiudendo con centottanta alunni, ma nelle ultime settimane in classe — tutto compreso — non si sono superate le cento presenze. Qualcuno, superato l’inverno, sciolta la neve, si è comunque riaffacciato da San Benedetto del Tronto certo che l’anno scolastico, riacchiappato in coda, non l’avrebbe perso. Nel 2016 alla scuola Romolo Capranica di Amatrice città — liceo, medie, elementari, infanzia — si erano registrati 350 iscritti. Ecco, la nuova struttura in località San Cipriano, con la doppia fila di moduli colorati posizionati ai lati di una piastra buona per giocare a calcetto, ha mantenuto in vita la cosa più importante: una scuola. Le perdite sono state consistenti: due ragazzi su tre, emigrati sulla costa adriatica e su quella tirrena. Ma il futuro, ad Amatrice, è stato assicurato. Maria Rita Pitoni, preside crocerossina, racconta: «Appena completiamo l’anno, Maturità compresa, proviamo a spostare la scuola. Sul pianoro più in alto, dove oggi ci sono la struttura di Save the children e la sua mensa temporanea. Togliamo i moduli di plastica e tiriamo su un edificio in vetro e legno. Potremmo considerarlo definitivo, definitivo per i prossimi dieci anni». I ragazzi del liceo, dalla prima alla quinta, non vogliono andarsene dalle loro aulette di venti metri quadrati, hanno computer in biblioteca, lavagne multimediali. Dicono: «La scuola di plastica è il nostro simbolo». È stato un porto di mare aperto ai quattro venti, dice invece il bidello. Allude alle molte gite che hanno svuotato i corridoi e alle molte telecamere che li hanno riempiti.

Roberto Spurio, 19 anni, Quarta

Giulia Bortolotti, 18 anni, Quarta

Noemi Spagnoli, 17 anni, Quarta

Silvana Moretti, 18 anni, Quarta

Camilla Bonanni, 17 anni, Quarta

Marco Valentini, 16 anni, Seconda

Giorgio Tilesi, 15 anni, Seconda

Alex Giovannelli, 15 anni, Seconda

Sara Cavezzi, 15 anni, Seconda

Gino Salvetta, 15 anni, Seconda

Francesca Moretti, 15 anni, Seconda

Aleandro Bucci, 17 anni, Terza

Maria Grazia Morante, 18 anni, terza

Stefano Rosolino, 17 anni, terza

Maria Gemma Morante, 17 anni, Terza

Aurora Valeri, 17 anni, Terza

Bruno Bucci, 16 anni, Terza

Rafaelj Munega, 18 anni, Terza

Tatiana Spurio, 16 anni, terza

Irene Tartaglia, 20 anni, Quinta

Giulio Rocchi, 18 anni, Quinta

Elisa Aloisi, 19 anni, Quinta

Annalisa Moresi, 19 anni, Quinta

Desideria Gaetani, 19 anni, Quinta

Dario Zhuri (c), 20 anni, Mario Agostino (dx), 19 anni e Kevin Bizzoni (sx), 19 anni della Quinta del liceo di Amatrice

Giulia Cursi, 14 anni, Prima

Victoria Conti, 14 anni, Prima

Serena Natalucci, 15 anni, Prima

Greta Grillotti, 14 anni, Prima

Elisa Etrusco, 15 anni, Prima

Vanessa Bakaj, 14 anni, Prima

Loredana Chirilus, 15 anni, Prima

Manuela Bonanni, 15 anni, Prima

Martina Capone, 14 anni, Prima

Gloria Presutti, 18 anni, Quarta

Agosto 2017

Una scuola per rinascere Amatrice, dalla materna al liceo sportivo la carica dei ragazzi che ripopolano la città

In un anno il mondo ha donato alla scuola costruita in tredici giorni un milione e mezzo di euro. Maria Rita Pitoni, 57 anni, preside della Romolo Capranica di Amatrice — istituto prefabbricato che ha undici mesi di vita ed è già in rottamazione — è appena rientrata da Creta. Un breve periodo di recupero dopo un anno sfiancante. Vive a Rieti, dirige a Rieti, ma qui — Villa San Cipriano di Amatrice — è reggente. E qui, un chilometro sopra la città ancora in macerie e sopra la vecchia scuola Capranica colpita e abbandonata, è presente. «È stato un anno duro, a volte durissimo. L’abbiamo trascorso curando i dolori dei ragazzi. La cosa più impegnativa è stata selezionare i donatori». Uno a uno, anche la domenica, insieme alla professoressa Gabriella Stramaccioni. «Ho dovuto capire ogni volta il perché di tutta quella solidarietà. Se dietro l’offerta c’era un afflato sincero o la voglia di un ritorno di immagine. A volte le richieste erano al limite della pubblicità, e non le abbiamo accettate». Per valutare, la preside Pitoni ha applicato la teoria del sospetto di Paul Ricoeur, i suoi studi di filosofia, «ma soprattutto ho detto alcuni no in nome di ragazzi che hanno avuto lutti e vite sconvolte eppure si sono riscritti a scuola ad Amatrice».
I ragazzi del liceo sono stati i più difficili da riportare alla normalità. «I loro musi lunghi ci ricordavano ogni giorno che il 24 agosto sotto le case erano rimasti otto compagni». Ilaria, 18 anni, figlia del produttore di miele. Caterina, 14 anni, nata all’Aquila, deceduta insieme alla mamma. Benedetta e Sergio, 13 anni. Emanuele Lucian, nato in Romania, oggi sarebbe in I media. Giuseppe di 10 e Stefano di 8. Il piccolo Ivan di 3: andava alla materna. Alberi e piante, lo scorso settembre, li hanno ricordati in giardino. Poi sono arrivati gli psicoterapeuti, per chi era sopravvissuto. Ed è iniziata una serie quasi ininterrotta di viaggi di studio. Ventotene, Policoro, il Terminillo, le Dolomiti dove i ragazzi hanno sciato con Alberto Tomba, quindi Firenze, Parigi, Bruxelles. Una settimana di alternanza scuola lavoro in un’azienda romana. «Per i lavori da completare e la neve molti ragazzi hanno saltato anche due mesi di scuola», ricorda la preside. «Non potevamo immaginare di fare solo lezioni in classe nell’anno che ha seguito un terremoto di questa portata e così abbiamo scelto di viaggiare». Svago, esperienze, istruzione. Le immagini della Capranica collassata da una parte e sventrata dall’altra, la vecchia scuola che doveva essere antisismica, sono nel fascicolo della prossima chiusura indagini della procura di Rieti. Gradualmente si smonterà il prefabbricato di qualità alzato dalla Protezione civile di Trento per realizzare in materiali duraturi l’ultima scuola. I lavori stanno partendo. La mensa è pronta, di fronte, dove c’è l’Area food: consentirà il potenziamento delle lezioni nel pomeriggio e il sabato. Bisogna finanziare gli impianti sportivi, molti laboratori. Si deve impiegare quel milione e mezzo e la preside Pitoni chiederà aiuto all’Anac di Cantone per la preparazione dei bandi. «È stato un anno duro», chiude la donna, che ha all’attivo tre missioni con la Croce Rossa in Iraq e due in Kosovo come infermiera volontaria. «Quest’anno mi ha cambiato. Potrò fare ancora un altro qui, poi passerò a un collega quella che era una scuola per terremotati e che diventerà un campus d’eccellenza dell’Italia centrale».

Pitoni, direttrice della scuola di Amatrice

La biblioteca della scuola di Amatrice

La direttrice della scuola di Amatrice

La scuola vecchia crollata ricoperta di neve.

La scuola vecchia crollata.





15 aprile 2018

Il cantiere della nuova scuola di Amatrice

Rocco: "Abbiamo ritratto gli studenti perché la scuola è un elemento di unione"

Rocco Rorandelli, 45 anni, laureato in biologia, ha realizzato un reportage sull'industria globale del tabacco che gli è valso un grant del Fund for Investigative Journalism