Presidenti delle Camere: svolte storiche, record e sorprese

Ci sono elezioni dei presidenti delle Camere che hanno segnato la storia della Repubblica: dalla prima volta del comunista Ingrao, a Nilde Iotti, la prima donna a sedere sullo scranno più alto di Montecitorio. Da Giovanni Spadolini beffato al Senato per un voto da Carlo Scognamiglio nel 1994, passando per Oscar Luigi Scalfaro, che rimase presidente per pochi giorni prima di andare al Quirinale, a Fausto Bertinotti, che rubò la sedia a Massimo D’Alema nel 2006. Da Pier Ferdinando Casini, che aprì le porte del Parlamento al Papa, a Gianfranco Fini, che durante il mandato ruppe con Silvio Berlusconi. Senza contare gli outsider Laura Boldrini e Pietro Grasso e le sorprese come Irene Pivetti. E il drappello di presidenti di Camera e Senato che poi sono diventati capi dello Stato.

I primi della Storia repubblicana

In foto: Gronchi seduto nello scranno di presidente della Camera; in piedi accanto a lui Martino (Archivio Storico Camera dei deputati)

GIOVANNI GRONCHI
Tra i fondatori della Democrazia cristiana e leader della corrente di sinistra, fu il primo presidente della Camera della neonata Repubblica italiana, eletto l’8 maggio 1948. Gronchi ebbe un atteggiamento critico verso il Patto Atlantico e fu tra i primi assertori, in ambito democristiano, del superamento della politica centrista di Alcide De Gasperi e di un avvicinamento al Partito socialista di Pietro Nenni. Nel 1955 divenne capo dello Stato.

In foto: Vittorio Emanuele Orlando, Ivanoe Bonomi e Francesco Saverio Nitti siedono nei banchi dell’Assemblea Costituente (Archivio Storico Camera dei deputati)

IVANOE BONOMI
Leader del Partito socialdemocratico (Psdi), fu eletto primo presidente del Senato l’8 maggio 1948, carica che detenne fino alla morte avvenuta nel 1951. Negli anni 1944-45 fu a capo di due governi, i terzultimi del Regno d’Italia, dopo la Liberazione di Roma dai nazisti.

Il primo comunista

La foto lo ritrae nel giorno dell’elezione, accanto a lui Nilde Iotti

PIETRO INGRAO
Partigiano, poeta e padre della Repubblica, morto nel 2015 a 100 anni, una delle figure più alte del Pci, fu eletto nel 1976 presidente della Camera.

La prima donna a capo di Montecitorio

Nell’immagine accanto a lei c’è Francesco Cossiga

NILDE IOTTI
Scomparsa nel 1999, l’esponente del Pci fu la prima donna nella storia dell’Italia repubblicana a ricoprire una delle tre massime cariche dello Stato, incarico che detenne per tre legislature tra il 1979 e il 1992. Un record che rappresenta anche il più lungo mandato istituzionale relativo a qualsiasi carica nazionale dall'istituzione della Repubblica.

Dalle Camere al Quirinale

In foto: Il presidente della Camera Pertini riceve gli alunni dell'Istituto Santa Maria degli Angeli di Roma, 27 maggio 1969 (Archivio Storico Camera dei deputati)

SANDRO PERTINI
Socialista, partigiano e membro della Costituente, dal 1953 al 1978 è ininterrottamente membro della Camera della quale diviene presidente il 5 giugno 1968. Riconfermato al guida di Montecitorio il 25 maggio 1972 e il 4 luglio 1976, è eletto capo dello Stato l'8 luglio 1978. Muore nel 1990, a 93 anni.

FRANCESCO COSSIGA
Scomparso nel 2010, Cossiga fu eletto a capo del Senato il 12 luglio 1983. Ma nel giugno del 1985 lasciò l’incarico perché fu eletto al Quirinale, come più giovane capo di Stato dell'età repubblicana (aveva 57 anni), dopo essere già stato fino ad allora il più giovane sottosegretario, ministro dell'Interno, presidente del Consiglio e presidente del Senato.

Nella foto Scalfaro incontra il presidente di Cassazione Antonio Brancaccio, 11 maggio 1992 (Archivio fotografico Camera dei deputati)

OSCAR LUIGI SCALFARO
L’esponente democristiano, morto nel 2012, successe a Nilde Iotti ma fu il più breve presidente della Camera, restando in carica meno di un mese, dal 24 aprile al 25 maggio 1992, prima di essere eletto capo dello Stato (fu il nono presidente della Repubblica).

Nella foto Napolitano a un convegno sugli archivi storici parlamentari del 19 marzo 1993 (Archivio fotografico Camera dei deputati)

GIORGIO NAPOLITANO
Il Presidente emerito e senatore a vita, capo dello Stato per due mandati, fu anche presidente della Camera subito dopo Scalfaro, dal 3 giugno 1992 al 14 aprile 1994.

Una leghista a sorpresa

In foto: Pivetti consegna le medaglie agli ex dipendenti della Camera, 14 giugno 1994 (Archivio fotografico Camera dei deputati)

IRENE PIVETTI
L’ex dirigente della Lega Nord fu eletta a capo di Montecitorio il 15 aprile 1994 a 31 anni, segnando il record della più giovane presidente della Camera della storia italiana. Nel 1996 fu espulsa dal suo partito per essersi opposta alla linea della secessione padana.

Quelli che beffarono Spadolini e D’Alema

CARLO SCOGNAMIGLIO
Liberale, rieletto senatore nel 1994 nelle file di Forza Italia, fu il candidato di Silvio Berlusconi alla presidenza del Senato. E riuscì a beffare la rielezione di Giovanni Spadolini, sostenuto dal centrosinistra, per un solo voto il 16 aprile 1994. L’esponente repubblicano si spense il 4 agosto di quello stesso anno.

In foto: Fausto Bertinotti pronuncia il discorso di insediamento alla presidenza della Camera, 28 aprile 2006 (Archivio fotografico Camera dei deputati)

FAUSTO BERTINOTTI
“Dedico questa elezione alle operaie e agli operai”. Così Fausto Bertinotti, ex segretario di Rifondazione comunista, appena eletto presidente della Camera il 29 aprile 2006, all’indomani della vittoria dell’Unione, la coalizione di centrosinistra guidata da Romano Prodi e appoggiata anche da Prc. I voti furono 337. Cento voti netti per Massimo D’Alema, 144 le schede bianche.

Colui che aprì le porte al Papa

PIER FERDINANDO CASINI
Di cultura democristiana ma rieletto alla Camera alle ultime politiche con il centrosinistra, Pier Ferdinando Casini fu presidente nella XIV legislatura, dal 31 maggio 2001 al 27 aprile 2006. Il 14 novembre 2002, nell'Aula di Montecitorio, Casini accolse Giovanni Paolo II - primo pontefice a pronunziare un'allocuzione solenne dinanzi ai deputati e ai senatori - in visita al Parlamento italiano (in foto).

L’ex missino

In foto: Gianfranco Fini pronuncia il discorso d'insediamento il 30 aprile 2008 (Archivio fotografico Camera dei deputati)

GIANFRANCO FINI
Presidente di Alleanza nazionale, ne promosse lo scioglimento nel 2008 nel Pdl, il nuovo partito di centrodestra fondato assieme a Silvio Berlusconi. In quello stesso anno fu eletto presidente della Camera. Nel 2010 alla direzione del Pdl fu protagonista di un duro scontro con Berlusconi che lo invitò ad allinearsi o a lasciare la presidenza della Camera. Fini rispose con la celebre frase: “Che fai, mi cacci?”.

La voce della società civile

LAURA BOLDRINI
La presidente uscente Laura Boldrini, deputata eletta con Sel, per anni portavoce dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati, ha assunto la guida di Montecitorio il 16 marzo 2013 con 327 voti. Tra i successi della sua presidenza un risparmio complessivo di 350 milioni di euro grazie anche alla riforma degli stipendi dei dipendenti. Boldrini è stata rieletta deputata alla Camera con Liberi e uguali.

Dall’Antimafia al Senato

In foto: il neo eletto presidente del Senato, Pietro Grasso, pronuncia in Aula il discorso di insediamento (Archivio fotografico Senato)

PIETRO GRASSO
Ex magistrato, procuratore a Palermo e capo della Direzione nazionale antimafia, diventato senatore con il Pd nel 2013, è passato dopo la scissione dei bersaniani nelle file di Leu con il ruolo di candidato premier. Presidente del Senato uscente, è stato eletto il 16 marzo 2013 con 137 voti, al ballottaggio con il suo predecessore Renato Schifani del Pdl con 117 voti. Dal 14 gennaio 2015, con le dimissioni di Giorgio Napolitano, ha assunto anche il ruolo di presidente supplente della Repubblica fino al successivo 3 febbraio, giorno del giuramento del nuovo capo dello Stato Sergio Mattarella.